Flel
È uscito Flel il nuovo disco de I Luf
È uscito il 1 aprile 2010 e sarà presentato il 25 al Bloom di Mezzago il nuovo disco de I Luf. Dopo lunga attesa per i fan e tanto lavoro per il gruppo, l'affermata band lombarda capitanata da Dario Canossi torna in scena con Flel.
Quattordici canzoni che, sia per le musiche che per i testi, possono essere considerate le migliori degli ultimi dieci anni per i Lupi: colpiscono al cuore e alle gambe sia sotto al palco che dentro le cuffie, capaci di far venire i brividi (provare per credere!) agli affezionati fan come ai nuovi del mondo Luf.
Flel è il risultato di un percorso lungo dieci anni in cui l'allegria e la voglia di divertire/divertirsi dei Lupi, ha trovato il giusto equilibrio con una maturità degli arrangiamenti e una cura dell'aspetto cantautorale che fa del disco il migliore creato dal gruppo.
Ancora una volta l'impegno sociale e il puro divertimento si mescolano per ottenere canzoni dallo spirito folk-rock che non mancano di far riflettere e di scatenare balli e cori allo stesso tempo.
In Flel il dialetto continua a essere protagonista, con un Dario Canossi interprete che ancora una volta sa trasmettere lo spirito delle tradizioni della sua terra e del mondo contadino in una chiave attualissima. "Un tempo dalle mie parti - racconta Dario Canossi - il grano si batteva con il flel, attrezzo agricolo che permetteva di recuperare fino all'ultimo prezioso chicco. L'aia veniva preparata, quasi fosse un palcoscenico, su cui tutti avevano il compito di picchiare le spighe perfettamente a tempo con gli altri. Un "flel" dopo l'altro colpiva il frumento creando una partitura unica che, amplificata dai solai, rimbalzava nei cortili diventando la colonna sonora dei nostri giochi di bambini. Sono ormai 10 anni che con I Luf cerchiamo di "battere" a tempo, il grano è sempre poco ma la speranza è che questo nuovo disco possa trasmettere la stessa passione che abbiamo noi nel continuare a "picchiare" il tempo e a sentirlo battere sopra e sotto il palco".
In Flel i suoni di chitarre, fisarmonica, violino, faluti, banjo e cornamuse si fondono con quelli degli strumenti più moderni come basso, batteria, percussioni, regalando all'ascoltatore una musica ricca di ritmi e sfumature sempre nuovi che fanno correre la memoria a quelle aie contadine così lontane da noi, con uno spirito bambinesco e divertente, unico nel suo genere.
SPECIAL GUEST
Due ospiti "illustri" impreziosiscono il nuovo lavoro dei Lupi: la voce di Davide Van De Sfroos, che canta nel brano che dà il titolo al disco e nella divertente "Tira la barba al fra'", e la maestria di Lorenzo Cazzaniga, tra i migliori tecnici del suono a livello internazionale, fonico dei vincitori dell'ultimo Festival di Sanremo e di Enrico Ruggeri. È suo infatti il mix di tutto il disco.
LE CANZONI
Il disco si apre con la forza e la 'prepotenza' di percussioni e cornamuse dell'intro di Africa, in cui violino, cori e la voce calda e comunicativa di Dario Canossi fanno subito capire all'ascoltatore lo spirito di Flel.
Il bicchiere si riempie di vino e la voce in dialetto di uno dei protagonisti del racconto raccolto da Canossi sulla vita contadina, introducono il pezzo che da il nome al disco: Flel, canzone contadina in cui i ritmi del folk-rock tipico de I Luf riproducono il battere del flel, l'attrezzo usato dai contadini che serviva, appunto, a battere il grano e recuperarne sino all'ultimo chicco. È qui che la voce di Davide Van De Sfroos entra in scena, fondendosi con quella di Canossi, i cori e gli strumenti che uno ad uno diventano protagonisti fino a unirsi.
Dal nido, una ballata dai toni caldi e dolci dedicata a Fabrizio De André, fa prendere fiato all'ascoltatore, per prepararlo a ricominciare a battere le mani e far saltare i piedi con Tira la barba al fra', dove gli strumenti fanno da ricca cornice alle voci di Dario Canossi e di Davide Van De Sfroos, in una insolita interpretazione in italiano, che rincorrendosi in questa sorta di filastrocca contadina, invitano a divertirsi quanto loro.
Si continua senza respiro con l'intro di banjo e batteria de La neve, dove fisarmonica, violino e cori diventano ancora una volta trascinatori dell'intero brano, per poi lasciare spazio alla dolcezza dei suoni della chitarra arpeggiata e del mandolino in Stella Clandestina.
Con Fürtüna il dialetto camuno caro a I Luf e i ritmi del folk-rock tornano protagonisti, mentre in Angelo gli echi del country d'oltre oceano sorprendono l'ascoltatore. Ultima novità del disco è Littel Monchi, che dopo un divertente intro di flauto, chitarra e banjo, esplode lasciando spazio a un ritornello irresistibile e spiritoso, tutto da cantare.
Il disco comprende anche canzoni già suonate dai Lupi in altri cd, che si presentano in Flel con un nuovo arrangiamento e nuove idee musicali: Regina delle sei, Luna di rame e d'ottone (diversa dal 45 giri, con una sorpresa firmata da Alex e Karim del "Circo*Abusivo", nota band italiana famosa per il suo stile balcanico), Basta, Il treno delle sei e Vorrei, dedicata a Felicia, mamma di Peppino Impastato, che chiude il disco.
Da segnalare anche la firma a quattro mani di Basta e Vorrei con l'amico Flavio Oreglio.
I fan hanno già potuto assaporare lo spirito di Flel: da qualche settimana è stato dato loro un "assaggio" del disco sul sito dei Lupi www.iluf.net, dove è possibile ascoltare alcune delle canzoni.
Come nella loro tradizione, I Luf hanno deciso di sostenere i progetti delle associazioni A Força da Partilha, fondata da don Marco Tenderini, padre "spirituale" dei Luf, e Vida a Pititinga, progetto benefico ideato dal comico Enrico Bertolino.
Ancora una volta l'immagine dei lupi è stata affidata al talentuoso grafico Moreno Pirovano, che con lo staff di Zampediverse, ha confezionato una copertina meravigliosa. Firma d'autore anche per le foto del cd: tutte le immagini infatti, sono di Remo Di Gennaro, uno dei più famosi fotografi italiani, autore di alcuni tra i più bei ritratti dei maggiori artisti e personaggi internazionali.
I LUF SONO
Dario Canossi: chitarra e voce
Sergio "Jeio" Pontoriero: banjo, basso, djambè, darbuka, cembalo, shaker, triangolo, batteria e voce
Fabio Biale: violino, mandolino e voce
Sammy Radaelli: batteria
Matteo Luraghi: basso e voce
Stefano Civetta: fisarmonica e voce
Pier Zuin: highland bagpipe, gralla dulce in sol, flauto traverso irlandese in re, tin whistle in re e bodhran
Cesare Comito: chitarra acustica e voce
OSPITI
Davide Van de Sfroos voce nei brani Flel e Tira la barba al fra'
Alex e Karim "Circo*Abusivo" in Luna di rame e d'ottone
Davide "Billa" Brambilla: fisarmonica
Davide Aldini: flauti in Africa, Tira la barba al fra', Littel Monchi e La neve
Alberto Guareschi: contrabbasso in Littel Monchi e Dal nido
Luca Zugnoni: contrabbasso
Ranieri "Ragno" Famagalli: baghet in Basta e Treno delle sei, flauto in Vorrei
Fabio Rinaudo uilleann pipes in Treno delle sei
I testi e le musiche sono di Dario Canossi
Vorrei e Basta testi di Dario Canossi e Flavio Oreglio
Traduzione delle strofe di Flel in "laghe'e" di Davide Van De Sfroos
Littel Monchi testo di Dario Canossi e Fabio Biale
Il disco è stato registrato in presa diretta presso Clockwork studio di Cernusco Lombardone da Luca Zugnoni, mixato e masterizzato da Lorenzo Cazzaniga.
Produzione artistica e arrangiamenti sono di Sergio Pontoriero e I Luf, produzione esecutiva di Dario Canossi e PerSpartitoPreso.
LE DATE DEL TOUR
4 aprile - Ponte di Legno
13 aprile - Seregno per ‘Vida a Pititinga'
25 aprile - ‘Bloom' di Mezzago
8 maggio - Casal Romano (Mantova)
22 maggio - Darfo (Boario)
28 maggio - Maresso
29 maggio - Biassono
5 giugno - Bergamo
18 giugno - Brugora
20 giugno - Malegno
25 giugno - Carate Brianza
Info e contatti: 335.8074111 - www.iluf.net

